Cerchi lavoro? Attento a cosa posti sui tuoi social

Che sia Facebook, Twitter, Instagram e Linkedin, tutti abbiamo almeno un profilo su un social network. Occhio, però, all’utilizzo che se ne fa e soprattutto a quello che si posta. Soprattutto se si è in cerca di una nuova occupazione lavorativa. La web reputation, ovvero il nostro modo di comportarci nel web, sta infatti diventando sempre più una discriminante nei processi di selezione del personale. Dati recenti alla mano, diversi studi condotti da primarie società di human resources mettono in luce che tanti colloqui di lavoro non vanno a buon fine proprio per colpa di Facebook.

Social, il pericolo è dietro il post

I cosiddetti cacciatori di teste, ovvero i professionisti incaricati dalle aziende di selezionare nuovo personale, appena ricevono un curriculum interessante vanno a controllare la web reputation del potenziale candidato. Facebook diventa così il principale ambito in cui fare la prima conoscenza con il candidato. Insomma, vita privata e professionale non hanno più confini: un profilo eccessivamente esuberante, frasi forti e considerazioni maleducate o offensive possono costare il posto di lavoro. I numeri parlano chiaro: un recruiter su tre ha infatti dichiarato di aver “cancellato” dalle proprie liste alcuni candidati proprio perché avevano profili ritenuti non idonei.

Aspiranti lavoratori, come muoversi sui social

Chi cerca lavoro, e oggi è sempre più diffuso ricercarne uno attraverso le possibilità offerte da Internet, dovrebbe sapere che, una volta inviato il proprio curriculum in un’agenzia o in un’azienda, ci sarà dall’altra parte una persona che esaminerà i profili social. In estrema sintesi,  conviene fare un check di quanto apparso sui propri profili social, verificando anche il tenore e la qualità dei commenti. Prima di candidarsi, c’è sempre tempo per mettere un po’ d’ordine sulla propria bacheca, a tutto vantaggio della privacy.

Occhio a quello che posti

I selezionatori sono molto attenti a diversi aspetti dei post pubblicati dagli aspiranti lavoratori. In particolare, sono visti di pessimo occhio gli errori grammaticali e i refusi: i recruiter li giudicano con severità. Un altro aspetto che i cacciatori di teste valutano in negativo sono le evidenze di comportamenti pericolosi o comunque non compatibili con un ottimo candidato: l’eccesso di consumo di alcol, ad esempio, non è buon biglietto da visita.

Mai e poi mai

Anche le basilari regole di civiltà ed educazione non sempre vengono rispettate sui social. Ma se cercate lavoro, mai e poi mai dovresti postare commenti o immagini a sfondo sessista, razzista  o comunque offensive per qualunque categoria. Sono invece ritenuti skills positivi l’entusiasmo, l’essere propositivi e collaborativi, l’ottimismo.

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