I top manager sono tra i più colpiti dagli hacker

Tra i soggetti più colpiti dagli attacchi informatici ci sono i manager, che risultano 12 volte più esposti al rischio di essere bersaglio dei cyber criminali. Alla base di questa tendenza vi sarebbe una mancanza di formazione mirata sui rischi del cyber crime, ma soprattutto il fatto che i top manager sono costantemente sotto pressione, e hanno poco tempo, quindi spesso “aprono” le mail con una certa superficialità. I manager sono tra i più vulnerabili soprattutto rispetto ad attacchi di phishing e spoofing (manipolazione dei dati trasmessi in una rete telematica). Le operazioni di social engineering sono infatti attacchi che si fondano più sulla debolezza umana che sull’utilizzo di software malevoli, e rappresentano importanti minacce informatiche per le aziende.

Gli attacchi i più diffusi riguardano operazioni di ingegneria sociale

Si tratta dei risultati del Data Breach Investigations Report 2019 di Verizon, che quest’anno per la prima volta include anche i dati raccolti dall’Fbi Internet Crime Complaint Center. Il rapporto analizza oltre 41mila attacchi, 2000 violazioni e le attività di circa 73 organizzazioni. Nonostante l’incidenza dei diffusi, e particolarmente problematici, attacchi ransomware (software progettati per negare l’accesso a un sistema o a dati informatici fino al pagamento di un riscatto), secondo il Data Breach Investigations Report il primo posto nella classifica degli attacchi cyber è occupato proprio da operazioni di ingegneria sociale. In particolare quelle motivate da ragioni finanziarie, che tendono ad avere come target alti dirigenti aziendali.

Una violazione su quattro è associata allo spionaggio aziendale

Secondo il rapporto, inoltre, sono in costante aumento gli attacchi perpetrati a seguito della compromissione degli indirizzi di posta elettronica. Una violazione su quattro, rivela la ricerca, è ancora associata allo spionaggio, mentre gli attacchi ransomware, che rappresentano il 24% dei casi di incidenti, si posizionano al secondo posto per diffusione. Considerevole anche l’aumento di attacchi contro la sanità, riporta Askanews, ovvero diretti a medici, strutture e dati correlati, nonché quelli contro il settore manifatturiero. Nel mirino anche il settore pubblico, dove le attività di spionaggio sembrerebbero anch’esse essere in costante aumento.

Diminuiscono le minacce al personale che si occupa di risorse umane

Il rapporto evidenzia invece una diminuzione degli attacchi al personale che si occupa di risorse umane, nonché delle violazioni di carte di pagamento tramite compromissione di Atm. Questi ultimi, infatti, avrebbero ormai raggiunto secondo gli esperti livelli di sicurezza significativi. Poche, in proporzione, anche le offensive legate al criptomining, che non sono entrate nella top 10 della ricerca.