Natale negli Usa: giocattoli sotto attacco dei cybercriminali

Negli Stati Uniti una vera e propria emergenza ha messo a rischio il Natale. Niente a che vedere con tempeste di neve o, ancora peggio, allarmi legati alla sicurezza. Il pericolo, questa volta, risiede nei… giocattoli. Già, perchè tra le pratiche più diffuse della fine del 2017 sarà certamente ricordata quella di accaparrarsi i regali migliori e al miglior prezzo sui diversi siti on line, per poi rimetterli in vendita a tariffe gonfiatissime quando la disponibilità del gioco più desiderato scarseggia.

Come ha rivelato un’inchiesta del New York Times, questa è paragonabile a una vera e propria azione cybercriminale. Attraverso bot, intelligenza artificiale e programmi automatizzati, capaci di monitorare e ripercorrere i comportamenti umani sul web, i “cattivi” comprano e poi rivendono a prezzo maggiorato, addirittura triplicato per alcuni articoli. Il sistema è lo stesso utilizzato per i biglietit dei grandi eventi ma, evidentemente, ora la pratica viene applicata anche ai giocattoli più sognati dai bambini. I bot lavorano connettendosi continuamente ai siti di vendita, alla ricerca di eventuali saldi o di articoli segnalati come ‘in esaurimento’.

Prima ancora dell’arrivo in vetrina

Questi cybercriminali sono così sofisticati che sono capaci di scovare articoli ancora prima che vengano messi in vendita al pubblico. Una volta acquistati – ovviamente a una velocità e con numeri che per i normali “umani” non sarebbero possibili – i giocattoli vengono rivenduti su, ad esempio, eBay o Amazon a prezzi gonfiati.

Negli Usa i Fingerlings valgono un patrimonio

Il Natale 2017 è stato caratterizzato, negli Stati Uniti, dal successo dei Fingerlings. Si tratta di piccoli animali di peluche che si arrotolano intorno alle dita e che, periodicamente, tornano di moda anche in Italia. Questi pupazzetti, che di norma hanno un prezzo di 15 dollari, sono diventi praticamente introvabili e i pirati del web li hanno rimessi in commercio a una media di 50 dollari. “Questo comportamento fa crollare l’intero sistema – spiega Omri Iluz, capo dell’azienda di cybersecurity PerimeterX -. I bot in realtà fanno acquisti legali, ma ovviamente non sono dei clienti fidati”.

Anche i big dell’ecommerce sono parte lesa

I colossi dell’ecommerce, Amazon ed Ebay compresi, sono ovviamente anche loro parte lesa di questa operazione. Così anche i portali si sono messi in campo con strumenti adeguati per riuscire a identificare queste nuove forme di intelligenza artificiale capaci di “intorbidire” le vendite. Che la questione sia grave, è dimostrato anche dal fatto che il Senato statunitense ha chiesto ufficialmente alle associazioni dei venditori di attivarsi contro queste pratiche lesive.

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